Volontariato
Sierra Leone

La Sierra Leone è un piccolo paese nell’Africa occidentale conosciuto per grandi e drammatiche storie: tratta degli schiavi, i bambini soldato (di cui il 30% bambine) guerra dei diamanti, Ebola. La guerra civile dal 1991 al 2002 ha fatto 75.000 morti, mezzo milione di sfollati e un numero incalcolabile di feriti e mutilati e ha distrutto le già scarse infrastrutture sanitarie del Paese. Tredici anni dopo, l’epidemia di Ebola più estesa che si ricordi ha affossato un sistema sanitario già fragile e mietuto più vittime in quella piccola nazione che nel resto del mondo. Eppure c’è qualcosa di invisibile, una storia non considerata grande, che uccide molto più della guerra e dell’epidemia: la povertà.

In Sierra Leone – 181esima su 186 posti nella graduatoria dell’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite – il 57% della popolazione vive con poco più di un dollaro al giorno, l’aspettativa di vita è di 50 anni, 161 bambini su 1.000 muoiono prima di raggiungere i 5 anni di età. Nonostante le ingenti somme ricevute dalla comunità internazionali il tasso di mortalità materno della Sierra Leone è di gran lunga il più alto al mondo nei paesi non in guerra.

Qui muoiono 1.165 donne ogni 100.000 parti (dati UNFPA 2017).
Per dare meglio l’idea il Regno Unito conta 9 decessi ogni 100.000 parti.
Semplificando, una donna ha l’ 1,17% di possibilità di morire per un parto, ma avendo la Sierra Leone un tasso di fertilità di 4,46 nascite per donna, ogni donna ha un rischio di morire di parto nel corso della sua vita di oltre il 5,2%.

“La domanda che dovremmo porci è: Quale potrebbe e dovrebbe essere la risposta dell’Unione Europea alle richieste di solidarietà avanzate da persone in condizioni di estrema fragilità e vulnerabilità?
Le cause di fragilità e vulnerabilità nei paesi di origine non sono un problema ‘loro’, ma un problema ‘nostro’. Quando ci dimentichiamo questo dettaglio, ricordiamoci che è stata la futura Unione Europea ad avere un ruolo centrale nel colonialismo, che ha saccheggiato paesi dalle proprie ricchezze naturali e sottomesso popoli mantenendo dittatori sanguinari. Sono state due potenze alla base dell’Unione Europea a ridisegnare la carta geografica mondiale con gli accordi di Sykes-Picot, inventando stati, e cancellando, prima con una matita e un righello, e poi con le armi, comunità intere. E, se vogliamo guardare ancora più vicino, l’Italia, nel periodo che va dal 1993 al 1997, è stato il principale fornitore di armi leggere ed esplosivi alla Sierra Leone. Secondo i dati del commercio estero Istat, nei primi undici mesi del 1997 sono stati venduti circa 1.600.000 bossoli per fucili.
Abbiamo preso le persone, quando ci faceva comodo. Abbiamo preso le risorse naturali, quando ci faceva comodo. Abbiamo venduto le armi, quando ci faceva comodo. E ora che cosa ci fa comodo?“
Silvia Peirolo
Agosto 2018
Makeni 2022-Holy Spirit Catholic Hospital
La finalità della mia missione, durata circa 1 mese, è inserita nel progetto di sviluppare e riorganizzare la chirurgia dell’ospedale Holy Spirit. Questo si traduce in formazione sul campo sia teorica che pratica del personale dei reparti e della sala operatoria con implementazione delle linee guida sulla gestione del paziente chirurgico, la prevenzione delle infezioni postoperatorie e il trattamento chirurgico delle patologie più comuni.
Purtroppo il rapido aumento del costo della vita riduce l’afflusso dei pazienti chirurgici in ospedale perchè non hanno la possibilità di pagare il costo degli interventi e del ricovero ospedaliero. Quello che non tutti sanno è che il sistema sanitario in Sierra Leone non è gratuito salvo le donne in gravidanza e i bambini in età scolare.
Il servizio nazionale per il trasporto delle emergenze sanitarie, messo in azione due anni fa anche grazie al Cuamm, sta funzionando poco e male. Il gasolio per le ambulanze, passato da 8.000 a 22.000 leoni al litro ( 1,7 euro/litro), è sufficiente per i primi 4-5 giorni del mese, poi il sistema si blocca. E così si perdono decine e decine di mamme che avrebbero bisogno di un cesareo d’emergenza. Il costo del riso che è alla base dell’alimentazione dei sierraleonesi è raddoppiato e, dato che viene importato è soggetto ai ritardi e agli aumenti di prezzo imposti dai paesi produttori.




Lunsar 2019-St. John of Good Hospital
La missione si è svolta nel mese di novembre presso l’ospedale San Giovanni di Dio a Lunsar dove ho collaborato col reparto di ostetricia e ginecologia ( gestito economicamente e con risorse umane dal Cuamm) eseguendo interventi di asportazione di tumori uterini e ovarici e parti cesarei. Al chirurgo generale in Africa è richiesta anche la competenza in campo ginecologico data la difficoltà di reperire specialisti locali. Non è comunque mancata la possibilità di eseguire interventi di chirurgia generale in elezione e in urgenza.






| volontariato in Nicaragua
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Da anni alcuni volontari dell’associazione collaborano con il comune città di Managua e con l’ospedale militare della stessa città eseguendo in loco interventi di carattere socio sanitario.– Nel 2006 è stato organizzato il trasporto aereo e il soggiorno di un ragazzo nicaraguense affetto da patologia urologica da sottoporre a intervento chirurgico per la soluzione della suddetta patologia presso l’Ospedale di Imola.- Nel 2007 lo stesso ragazzo è stato riportato ad Imola per i controlli di rito insieme ad un adulto privo di un arto inferiore a seguito di una mina antiuomo. Allo stesso è stata posizionata dopo un intervento chirurgico, una protesi che gli ha permesso di riprendere a camminare autonomamente.- Nel 2008 il progetto “Nicaragua” è continuato presso l’Ospedale di Imola, con l’applicazione di due protesi agli arti inferiori di un altro ragazzo nicaraguense di diciotto anni. La P. A. PaoLina ha organizzato e sostenuto economicamente il trasporto ed il soggiorno in Italia, la fornitura delle protesi e l’assistenza alla riabilitazione del ragazzo a partire dal 19 giugno in collaborazione con le Officine Ortopediche RTM di Vigorso di Budrio e all’impegno del pilota Alex Zanardi e al suo progetto “Bimbi in gamba”. Francisco Palacio di nuovo in piedi sulle nuove gambe è ripartito il 13 settembre per il Nicaragua accompagnato dall’impegno della P.A. Paolina a cercagli un lavoro per un suo reinserimento nella vita sociale.
– Ottobre 2008 Si è recentemente conclusa l’ultima “missione” sanitaria di alcuni nostri medici presso l’ospedale militare “Bolanos” di Managua, in Nicaragua, dove un urologo, un ortopedico ed un chirurgo generale hanno effettuato per 3 settimane interventi specialistici su cittadini con scarse risorse economiche. In questa occasione è stato possibile visitare i pazienti trattati in passato in Italia a spese della P.A. PaoLina e tutti sono stati trovati in ottime condizioni cliniche e psicologiche. È stato inoltre selezionato un ulteriore caso sociale. Si tratta di una bambina di 10 anni di estrazione sociale molto disagiata, nata con una grave malformazione coinvolgente l’apparato urinario, intestinale e genitale.
– Maggio 2009 – Dicembre 2009
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